Luca

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Vuoi fare la fine della rana bollita?

Vuoi fare la fine della rana bollita?

Cosa succede se butti una rana in una pentola di acqua bollente? ?

Non è difficile immaginare la povera malcapitata dare un vigoroso colpo di zampa e schizzare immediatamente fuori dal pentolone.

Ed infatti è proprio quello che succede.

Se invece metti la rana in un pentolone di acqua fresca?

Questa inizia a nuotare beatamente.

Immagina ora di accendere un fuoco sotto il pentolone, e di riscaldare l’acqua lentamente.

Presto l’acqua diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più calda rispetto ai gusti della rana.

Tuttavia la rana non si allarma e resta nel pentolone.

La temperatura sale ancora. Adesso l’acqua è veramente calda. Troppo calda. La rana la trova insopportabile ma nel frattempo si è indebolita e non ha la forza per reagire. Suo malgrado sopporta e non fa nulla. ?

Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce morta bollita. ?

Per la cronaca, questo esperimento, a mio avviso un po’ crudele, è stato fatto veramente nel lontano 1882 alla John Hopkins University di Baltimora.

Ma torniamo a noi…

Chi ha ucciso veramente la rana?

No, la colpa non è dell’acqua bollente, ma dell’incapacità della rana di decidere quando saltare.

⚠️ Noi esseri umani, non siamo molto diversi.⚠️

Con un cervello più evoluto, dovremmo essere in grado razionalmente di tirarci fuori da situazioni che non ci fanno stare bene.

E invece spesso non è così!

Infatti l’incapacità di decidere se e quando fare degli importanti cambiamenti, è causata da un eccessivo livello di cortisolo (l’ormone dello stress) nel nostro sangue.

Il cortisolo è un’ormone che serve a prepararci al combattimento o alla fuga. In sintesi inibisce le funzioni vitali non indispensabili nel breve periodo (tra cui il pensiero razionale) per favorire le funzioni più utili alla sopravvivenza.

Questo spiega perché spesso siamo incapaci di decidere ed agire per il nostro bene!

I casi sono 2…

1

Se ci troviamo di fronte alla possibilità di un cambiamento brusco ed improvviso la parte più antica del nostro cervello la interpreta come una possibile minaccia, ordinando il rilascio di cortisolo…

Quello che facciamo in questo caso, molto spesso è RIMANDARE la decisione.

2

Il secondo caso è che lo stressante stile di vita moderno fa sì che i livelli di cortisolo siano sempre troppo alti‼️

Siamo assuefatti da questo ormone e, senza rendercene conto, rischiamo a causa sua di fare la fine della rana bollita.⚠️

Purtroppo crediamo di essere noi a decidere per la nostra vita mentre la realtà è che la maggior parte delle nostre decisioni sono pesantemente condizionate da alcune risposte automatiche del nostro organismo.

Ovviamente la questione è un po’ più complessa, ma neanche troppo.

Se vorresti cambiare qualcosa nella tua vita ma non lo stai facendo, c’è sicuramente qualche ostacolo che ti sta impedendo di farlo.

Quale ostacolo?

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Continui a rimandare delle cose importanti? Forse so perché.

Continui a rimandare delle cose importanti?
Forse so perché.

Se è vero che le opinioni sono solo opinioni, è anche vero che spesso queste condizionano il nostro modo di essere.

E purtroppo alcune di queste, riguardo questioni apparentemente di poco conto, costringono molte persone a vivere una vita al di sotto delle proprie possibilità.

Mi spiego subito meglio…

Ricordo una telefonata con un amico di nome Nicola, durante la quale mi ha palesato una sua opinione che ritengo potenzialmente dannosa.

Ho un ricordo vago su come fossimo arrivati a parlare di emozioni ma so che ad un certo punto Nicola se ne esce con una frase tipo:

“Gestire le emozioni è una ca…ta da psicologia New Age.
Se io sono arrabbiato sono arrabbiato e basta.
È inutile far finta di non esserlo”.

Mmmm ?

In questa frase si presuppone che gestire un’emozione (nello specifico la rabbia) vuol dire far finta di non provarla.

Ecco, non è esattamente questo che io intendo per gestire le emozioni. Ma andiamo per gradi…

Infatti forse ti starai chiedendo cosa c’entra il discorso sulle emozioni con la domanda del titolo…

Le due cose sono strettamente collegate e per capire fino a che punto devo spendere qualche riga per descrivere come si genera un’emozione.

Cerco di semplificare al massimo a costo di togliere un po’ di romanticismo alla faccenda…

A livello biochimico quelle che noi chiamiamo emozioni sono il risultato della produzione da parte del nostro corpo di determinate sostanze chimiche. 

​Questa produzione è regolata dal cervello rettile, la parte più antica del nostro cervello che si è sviluppata nell’arco di milioni di anni di evoluzione.

Prendiamo per esempio un’emozione atavica come la paura e immedesimati in un nostro antenato preistorico.

È una bella giornata di sole e te ne esci dalla sicurezza della tua caverna per addentrarti nella foresta in cerca di bacche da mangiare.

Una parte dei tuoi sensi è sempre in allerta perché vivi in un ambiente selvaggio dove la tua sopravvivenza è costantemente messa in pericolo dagli eventi atmosferici e dai predatori.

All’improvviso senti un ruggito agghiacciante.

Tutti i peli del tuo corpo si rizzano d’un colpo, il cuore inizia a pompare più sangue, il respiro si fa più affannato, i muscoli si irrigidiscono.

L’emozione che stai provando possiamo etichettarla come PAURA e, senza che tu lo sappia, il tuo cervello primitivo ha messo in moto una serie di reazioni automatiche che servono a preparare il tuo corpo a batterti o a battertela (fight or flight).

Due di queste reazioni automatiche sono la produzione di cortisolo ed adrenalina.

L’adrenalina è un ormone che “dà la carica” al tuo organismo, mentre il cortisolo blocca temporaneamente tutte le funzioni vitali non indispensabili nel breve periodo per dare massimo sostegno alle funzioni che servono a riportare a casa - o meglio nella caverna - la pelle.

Una volta scampato il pericolo il cervello rettile modifica la composizione del cocktail bio chimico ed il nostro uomo delle caverne tira un sospiro di sollievo.

play

Possiamo tranquillamente generalizzare e dire che ogni nostra emozione è una risposta automatica del nostro organismo a degli stimoli esterni (quindi proveniente dal mondo reale) o interni (i nostri pensieri).

Nell’epoca moderna l’ambiente è cambiato notevolmente dai tempi in cui vivevamo nelle caverne.
Siamo passati da un ambiente a risposta immediata ad un ambiente a risposta ritardata.

Cioè?

Nell’ambiente preistorico, ad ogni nostra azione seguiva immediatamente un risultato. Se eravamo abbastanza furbi e veloci da sfuggire alle fauci della belva potevamo tirare un sospiro di sollievo, altrimenti ne diventavamo lo spuntino.

Oggi qualsiasi cosa facciamo è sempre più a risposta ritardata…

  • Devi studiare degli anni prima di percepire il tuo primo stipendio
  • Se apri un’azienda ci possono volere dei mesi per vedere dei risultati significativi
  • ...e anche se ti iscrivi in palestra come minimo ci vogliono delle settimane per i primi risultati.

Questo è un problema perché non saper gestire le emozioni in questo caso porta ad una paralisi…

Pensaci un attimo.

C’è una cosa importante che devi fare…
È tanto importante per te che al solo pensiero ti viene un po’ di ansia e di paura.

Questo innesca delle reazioni chimiche tra cui la produzione di cortisolo (ah, non ti ho detto che si chiama anche ormone dello stress).

Questo ormone inibisce temporaneamente delle funzioni non indispensabili e, tra le altre cose, non ti fa accedere a tutte le tue risorse mentali che invece ti sarebbero utili per passare veramente all’azione (o quanto meno prendere una decisione)…

Risultato di tutto ciò?

Rimandi la decisione, o l’azione, a tempi migliori.

Fai esattamente come uno struzzo che mette la testa sotto la sabbia perché la paura ha preso il sopravvento.

Ecco, NON FARE LO STRUZZO ?

Ho semplificato al massimo ma credo che non saper gestire le emozioni sia tra i tanti motivi per cui molte persone sono bloccate e non riescono a realizzare i propri sogni.

L’argomento è molto vasto e ci sono parecchie sfumature da considerare sui motivi per cui una persona può essere bloccata. 

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